Parole utili sono venute ieri dal ministro Maroni che prospettava ai presidenti delle Regioni la “previsione realistica” dell’arrivo – da qui a giugno – di cinquantamila migranti dalle coste africane, che distribuiti nell’intero Paese verrebbero a essere “meno di mille per ogni milione di abitanti” e dunque meno di uno su mille. Le trovo parole utili a comprendere che i numeri – in questo caso – sono uomini e donne. Mille si stringono per fare posto a uno. Oggi lodo il leghista Maroni che tante volte ho criticato.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Ventenne ricciuta parlava a un ragazzo al semaforo girata verso il sole. Come lucevano i suoi occhi.
Per andare a Taranto – vedi post del 18 marzo – sono passato di nuovo, a distanza di una settimana, nell’aeroporto di Brindisi, dov’ero già stato per la trasferta a Ostuni (vedi post del 15 marzo). Ho chiesto all’autista che mi riportava da Taranto all’aeroporto di fare una puntata a Santa Maria del Casale. Stavolta i Patriarchi e i loro discendenti li ho salutati con un cenno della mano, entrando e uscendo e mi sono subito diretto al Libro dei visitatori dal quale ho trascritto questa invocazione: “Proteggi la mia famiglia, i miei figli. Preservali dai dolori della vita se puoi. Dà loro salute, fede, speranza. Aiuta tutti a vivere, persone, case, animali. Chiara”. Nei giorni dello sconvolgimento del Giappone che tutto ha travolto, Chiara esprime la sua preoccupazione di mamma verso i figli e il suo sentimento di sorella di ogni creatura vivente e delle stesse abitazioni. Le ho dedicato un bicchiere di Vino Nuovo.
I giorni nei quali si spara sono i peggiori. Ma si sparava anche nei giorni scorsi, quando uno forte mirava a uno debole. Ora uno fortissimo mira al forte con l’intento di fermarlo. Che può dire chi abbia a cuore ogni uomo, compreso quello che spara sbagliando? Ero stato contrario – del tutto – alla prima e alla seconda guerra del Golfo (1991 e 2003) quando non mi era parso affatto che si fossero tentate tutte le vie prima dell’uso della forza, nè c’era una vitale urgenza per l’azione. Avevo invece considerato necessari gli interventi contro la Serbia (1999) a protezione del Kosovo e contro l’Afghanistan talebano (2001). La Libia di oggi mi pare più vicina a questi due casi urgenti e senza alternative, più che agli altri due.
«L’ho visto sofferente, ma mai triste. Egli, fin dall’inizio del suo pontificato, parlava di un nuovo Avvento. Sperava che, nella storia, si affermasse un tempo di gioia del cristianesimo»: così papa Ratzinger parla di papa Wojtyla in un colloquio con Andrea Riccardi che si legge a pagina 189 del volumone appena pubblicato dallo storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio in vista della beatificazione del papa polacco: Giovanni Paolo II. La biografia (San Paolo, pp. 561, euro 24). Quel “tempo” di gioia non l’abbiamo avuto. O non l’abbiamo colto. Ci rifletto nel mio pezzo settimanale su Vino Nuovo. Il Corsera ha pubblicato mercoledì una mia pretenziosa recensione del volume di Riccardi con il titolo IL PAPA SOFFERENTE CHE PREDICAVA LA GIOIA.
Alle 5,30 ho visto l’alba sul Mare Grande di Taranto dal balconcino della mia camera all’Hotel Il Delfino e ho guardato per mezz’ora sei uomini in barca che tiravano le reti e gridavano in mezzo al grido del mare. Quando hanno finito le onde si sono fermate come non avessero più interesse a tormentarli. Altro dono da un albergo avevo avuto ieri pomeriggio: la vista dei due mari e di tutta la città vecchia dalla terrazza dell’Hotel Akropolis. Mi era guida Giovanni Guarino straordinario conoscitore della storia e dei ragazzi di Taranto: passando per i vicoli e le piazzette salutava per nome quindicenni e ventenni dicendo “anche questo è un mio allievo” Allievi del suo teatro sperimentale e della sua scuola di vita. Sono spesso vite sottratte alla piccola mafia. Giovanni ti voglio bene.
Giuliano Ferrara ieri a RADIO LONDRA ha detto che Berlusconi “non ha chiesto di fare il premier”. Mi chiedo come sarà capitato.
E’ in libreria un mio volumetto intitolato CERCO FATTI DI VANGELO 2 pubblicato dalla EDB. Il “2” sta a segnalare che avevo già pubblicato un volume con quel titolo nel 1995 con la Sei quand’era diretta da Giuseppe Costa che ora dirige la Libreria Editrice Vaticana. Del nuovo testo si può vedere la copertina e leggere la premessa, l’indice e la quarta di copertina nella pagina ANTOLOGIA DELLE PUBBLICAZIONI elencata sotto la mia foto. Qui è già apparsa una recensione.
Sabato a Brindisi – prima di prendere l’aereo per il ritorno a Roma – mi sono fatto portare dagli amici Consiglia, Angelo e Pio nella chiesa di Santa Maria del Casale, dove già ero stato da re e vi ho passato un’ora in contemplazione delle meraviglie che contiene. Mi sono fermato più a lungo davanti al Giudizio Universale che è sulla controfacciata e ho salutato a uno a uno per conto di tutti voi – visitatori del blog – i Tre Patriarchi che lì sono raffigurati, sulla sinistra del portale: Abramo, Isacco e Giacobbe, “seduti su larghi scanni resi più comodi da morbidi cuscini” [così dice la guida che mi ha regalato don Pio Conte]. Abramo ha nel grembo Lazzaro, “vestito di bianco che reca candidi gigli tra le mani”. Isacco e Giacobbe avvolgono con i loro splendidi manti la moltitudine dei giusti. Dietro a loro sono le piante felici del paradiso.

Dei nostri morti ricordati Signore, splenda per loro la tua luce, vivano nella tua pace per sempre. Così oggi abbiamo pregato in casa per i morti del Giappone e per quelli della Libia e per tutti. Quando muore qualcuno noi lo adottiamo.
66 Commenti