Un bacio a Sarah uccisa dallo zio Michele. Ti penso con l’affetto di uno che ha avuto per tre volte figlie di quindici anni. Vedi di stare un poco con lo zio Michele. Sarebbe stato meglio per lui non essere nato. Ma è nato e ti ha strangolata e solo tu – io credo – gli puoi dire una parola ora che la tua gola non è serrata dalle sue mani. E qui, nello spavento, ci sono la moglie e le due figlie di tuo zio. Vedi che puoi fare. Nessuno tra noi sa dire nulla.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
“Se non bastano le parole di un sms uso un muro per dire a te che sei la stella più lucente del mio universo“: scritto a lettere nere sul parapetto di via del Fagutale all’angolo con piazza di San Francesco di Paola. – “Se non bastano” lo intendo: se un messaggino non è abbastanza. Finalmente una scritta – tra le tante riportate nel blog – che spiega perchè a volte si devono “usare” i muri. Perchè il resto non è abbastanza.
Uccisa dal marito con il lancio di un mattone – dunque praticamente lapidata – mentre cercava di salvare la figlia dalla violenza del figlio: Shanaz – figlia del Pakistan e dell’Islam – è una martire della dignità della donna. Due baci a lei come si addice ai martiri. Con la sua vita Shanaz forse ha salvato Nosheen: a lei un bacio che la sostenga nella sua vocazione di donna libera e l’aiuti a riprendere l’avventura dei vent’anni e a non perdere il vivo lume degli occhi con cui oggi ci guarda dai giornali, nella carezza del velo. Un giorno forse quel lume potrà ammansire un uomo.
Ciarrapico sul partito delle kipà: grave.
Berlusconi e le barzellette: non grave.
Bossi sui romani “porci”: non grave.
Commissione di inchiesta sulla magistratura: grave.
“L’opera d’arte più bella, il capolavoro dell’essere umano è ogni suo atto di amore autentico, dal più piccolo, nel martirio quotidiano, fino all’estremo sacrificio. Qui la vita stessa si fa canto: un anticipo di quella sinfonia che canteremo insieme in Paradiso“: parole di papa Benedetto dette venerdì a conclusione del concerto offerto dall’Eni. Mi piace proporle ai visitatori – su suggerimento di una visitatrice che si firma Corinna – come antidoto, dice lei, a “questo clima di odio, di rivendicazioni, di parolacce e frasi irripetibili”; e “nella speranza di partecipare un giorno a quella sinfonia lasciando qui giù tutto questo assordante e disarmonico rumore”. – Sono a Jesi per una conferenza e da qui saluto e auguro buona domenica.
Avendo qui criticato Belpietro, qui lo difendo. Disapprovo i titoli di LIBERO ma difendo il suo diritto a farli. L’episodio mostra l’utilità delle scorte.
«I santi sono l’unico messaggio cristiano che “arriva” davvero, dopo il Vangelo. Ma noi cristiani non li sappiamo raccontare. Facciamo i moralisti e il mondo sbadiglia»: intervistato dalla rivista Città Nuova, così straparlo a proposito di Chiara Luce Badano (vedi post del 26 settembre). E ancora: «I responsabili dei media ritengono noioso il cristianesimo, che invece, quando è vero, è di fuoco. Si tratta di un pregiudizio laicista e di una pigrizia culturale. Sono i nostri media a essere noiosi». Approfitto del microfono per buttare là alcune idee strampalate: «Se fossi un regista di cinema, il personaggio di Maximilian Kolbe lo farei interpretare da Roberto Benigni. Per Raul Follereau vorrei Antonio Albanese e una canzone su Chiara Luce la proporrei a Paola Turci: “Non è così che si fa – non è così che si fa”. Il dono che ha avuto Chiara Luce di guardare in faccia “sorella morte” potrebbe risultare dirompente se proposto con immediatezza a una generazione che con la morte gioca inconsapevolmente».
Capita che un amico ci faccia un’ultima telefonata, che ci appare serena e grata, tant’è che non ci avvediamo affatto che sarà l’ultima finchè egli – poco dopo – se ne va. Mi ricapita ora con Francesco Eleuterio Fortino, uomo di pregio, che ho avuto tra i più cari. Era un protagonista delle iniziative ecumeniche degli ultimi papi ma per me era soprattutto un coinquilino della vita, mai triste o svagato, ricco di sguardo, felice della fede. Lo ricordo nel sito Vino Nuovo.
Un aereo per un momento brilla al sole insieme a un gabbiano. Qui è la rotta per Ciampino. Felicità di averli alla finestra tutto il giorno, aerei e gabbiani. Ma più gli aerei che sono uomini in cielo. E donne con loro.
Siamo al secondo compimese del Feltri imberluscato e del Belpietro infeltrito: sono partite il 28 luglio le aperture a tutta pagina del Giornale sulla casa di Montecarlo, seguite a ruota da quelle di Libero. Dunque sessanta giorni di prime pagine coatte che oggi – 28 settembre – suonano così: TROVATA LA CUCINA DEI FINI (Il Giornale), LA CASA NON E’ CHIUSA (Libero). Anche questo oggi è giornalismo. In più commenti fintamente documentali a un post livoroso dell’11 settembre intitolato TITOLODIPENDENZA: FELTRI E BELPIETRO CONTINUATE COSI’ avevo riportato una quarantina di quei titoli. Ora riprendo l’abusato argomento nel primo e nel secondo commento a questo post con due malevoli retroscena sulle riunioni di direzione dei due quotidiani nelle quali si decidono quelle aperture.
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