“Quando non ci sono leggi qui e mi trovi”: scritto a grandi lettere sul marciapiede davanti all’ingresso della scuola Di Donato di via Bixio, zona di Piazza Vittorio, Roma. – Il graffito dunque al posto della lettera. La corrispondenza era gelosamente privata e impegnativa nei contenuti. Il graffito è pubblico e appena evocativo. Non chiede che si corrisponda con altro graffito. La missiva era firmata, la scritta stradale è anonima. L’intenzione di porre un segno a rimedio della lontananza è la stessa, ma il mezzo è tutto diverso. Tranne per l’essere fatto di parole. E forse questa comunanza è più forte delle diversità.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Cari amici, solo l’Amore con la “A” maiuscola dona la vera felicità! Lo dimostra una giovane che ieri è stata proclamata Beata qui a Roma. Parlo di Chiara Badano, una ragazza italiana nata nel 1971, che una malattia ha condotto alla morte a poco meno di 19 anni, ma che è stata per tutti un raggio di luce, come dice il suo soprannome: “Chiara Luce”. La sua parrocchia, la diocesi di Acqui Terme e il Movimento dei Focolari, a cui apparteneva, oggi sono in festa – ed è una festa per tutti i giovani, che possono trovare in lei un esempio di coerenza cristiana. Le sue ultime parole, di piena adesione alla volontà di Dio, sono state: “Mamma, ciao. Sii felice perché io lo sono”. – Così all’Angelus Benedetto ha ricordato Chiara Luce Badano, splendida creatura che può aiutarci ad avere fiducia nei ragazzi di 19 anni. Trovi la sua storia nel capitolo 8, Celebrazione ecclesiale della propria morte, della pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto.
Visti il Tg5 e il Tg1 il povero blogger esclamò con aria nivura: “Meno male che c’è Mentana”.
Renato Zero compie sessant’anni – gli hanno preparato una festa al motto SEI ZERO – e racconta la sua vita esagerata al Corriere della Sera: gli mando un augurio e dedico ai visitatori questo capoverso: “Ora vivo alla Camilluccia, con mio fratello Giampiero e mia sorella Maria Pia. Vicino a mio figlio adottivo, Roberto Anselmi Fiacchini. Andò così. Ero al cinema, e noto questo ragazzino. Era pettinato come Barth Simpson. E mi regalò un pupazzetto di Barth Simpson. Mi raccontò la sua storia: il padre era morto, la madre malata. Sono sempre stato vicino ai ragazzi degli orfanotrofi. Cominciai a seguire Roberto. Quando fu possibile, lo adottai: la legge consente anche ai single di adottare, se il figlio è maggiorenne e non ha più i genitori. Roberto si è sposato con Manuela e hanno due bambine. La grande si chiama Virginia, la piccola Ada, come mia madre. Fare il nonno è delizioso. Fare il padre è più difficile. Ma a poco a poco sono riuscito a ricreare una famiglia numerosa, come quella in cui sono cresciuto“.
Studio l’Iran dove non sono stato ma dove andrà per lavoro uno dei figli. Così un poco l’accompagno.
“La lettura della Bibbia nelle nostre scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana“: così aveva risposto a una domanda di Famiglia cristiana il ministro Mariastella Gelmini la settimana scorsa e ho scelto di aspettare che passasse la polemica che ne era seguita per riprendere quelle giuste parole. Mi piace dire che sto con la Gelmini perchè nella mia casa tra i figli che fanno l’Università e la moglie maestra non passa giorno che al povero ministro non vengano lanciati i “componenti” come nei cartoni di Mazinga. Ma sparigliati i giochi familiari, che è mia goduria, chiedo aiuto ai visitatori che ne sanno di più per capire come si possa realizzare quell’ottima idea della Bibbia a scuola: in quali ore e con quale rapporto con l’Insegnamento della Religione cattolica? Butto là l’idea di una riforma combinata dell’Insegnamento della Religione cattolica e della materia a essa alternativa, facendo in modo che l’uno e l’altra siano incentrati nella lettura della Bibbia: l’insegnamento cattolico in chiave cattolica, l’insegnamento alternativo in chiave storica. Così a nessuno mancherebbe quel pane.
Il contadino cacciatore esce di casa alle cinque del mattino per il giorno dell’apertura, doppietta in spalla, cane scatenato (liberato dalla catena), stivali da andar per fossi e fratte. Ma alle cinque e trenta si scatena anche il temporale. Torna a casa alle otto bagnatissimo, lui il cane la doppietta e gli stivali pieni d’acqua e dice: “Lo sapevo, perchè ‘curina porta il fiasco sulla schina’ ed erano quattro giorni che soffiava”. Curina è lo scirocco, secondo il dialetto della Marca d’Ancona. La schina è la schiena. Per sapere dell’altro sul contadino cacciatore vai ai post del 18 e 21 maggio.
“Nel pomeriggio, presso la nunziatura apostolica di Londra, il Papa ha incontrato un gruppo di persone vittime di abusi sessuali da parte di membri del clero. Benedetto XVI si è commosso ascoltando le storie delle vittime e ha espresso profondo dolore e vergogna per le sofferenze loro e delle loro famiglie. Ha pregato con loro e ha assicurato che la Chiesa Cattolica, mentre continua a mettere in atto misure efficaci per la protezione dei giovani, sta facendo tutto il possibile per verificare le accuse, per collaborare con le autorità civili e per consegnare alla giustizia il clero e i religiosi accusati di questi gravi crimini. Come in altre occasioni, ha pregato affinché tutte le vittime di abusi possano sperimentare guarigione e riconciliazione e riescano a superare la propria angoscia passata e presente con serenità e nuova speranza per il futuro”: è la prima volta che un comunicato della Sala Stampa vaticana usa le parole “consegnare alla giustizia”. Il concetto era stato affermato più volte, a partire da Sydney nel luglio del 2008. Ma questa espressione tagliente, che io condivido, arriva oggi. La sollecitavo – nel mio piccolo – con un post del 13 dicembre 2009. [Segue nel primo commento]
La personalità mite e ferma dell’ospite che farà breccia anche nei critici, il precedente beneaugurante di Papa Wojtyla che passò in Gran Bretagna sei giorni felici tra il maggio e il giugno del 1982, l’attesa dei cattolici inglesi che sono pochi ma hanno un grande spirito di Chiesa, la loro secolare e persecutoria lontananza – e quasi forzata astinenza – dai Papi e dal Papato che deve ancora essere soddisfatta: sono le quattro ragioni della buona accoglienza dei britannici a Papa Benedetto come da me strologate in un articolo pieno di saccenteria pubblicato oggi da LIBERAL a pagina 19 con il titolo L’ARMA DELLA SINCERITA’ SEDURRA’ GLI INGLESI. Con sprezzo del pericolo ho pure svolto un un disinvolto confronto sul Corsera tra la forma diplomatica della visita di Benedetto e di quella di Giovanni Paolo del 1982: WOJTYLA ACCOLTO DA UN PAESE IN GUERRA.
Il postino senegalese fischiettando Piazza Grande di Lucio Dalla porta il catalogo dell’Ikea ai cinesi di piazza Vittorio.
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