Per la prima volta sulla Freccia Rossa, il treno ad alta velocità che ti porta da Roma a Milano in tre ore e mezza. Mi diverto a vedere come lasciamo indietro le automobili, quando ci accompagniamo all’Autostrada del Sole. La penna deraglia dalla riga se provo a fare un appunto per la conferenza di stasera ma trovo che posso sopportarlo e mando messaggi ai figli: “Sono sulla Freccia”. Orvieto si profila e scompare in un baleno. Faccio appena in tempo a pensare quanto avranno impiegato a scolpire la facciata del Duomo. Passiamo per Firenze e Bologna senza fermarci e questo mi pare sgarbato. Ripenso ai figli e ai film veloci che tanto li prende e mi dico che la Freccia è fatta per loro. Non fosse per i prezzi: 71 euro la seconda classe.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
“Morte al pacifista!” leggo dal treno su un’arcata del ponte di via Stalingrado, a Bologna, sulla sinistra di chi viene da Firenze. Stavo giusto leggendo alla pagina due del Corsera che “un terzo degli oltre ottocento morti e tremila feriti della striscia di Gaza sono bambini”. Dunque mille bambini feriti e 267 bambini morti.
“E’ l’amore divino, incarnato in Cristo, la legge fondamentale e universale del creato. Ciò va inteso in senso non poetico ma reale. Così lo intendeva Dante quando, nel verso sublime che conclude il Paradiso e l’intera Divina Commedia, definisce Dio ‘L’amor che muove il sole e l’altre stelle’. Questo significa che le stelle, i pianeti, l’universo intero non sono governati da una forza cieca, non obbediscono alle dinamiche della sola materia”: così ha parlato il papa mercoledì, durante la celebrazione della festa dell’Epifania trattando – in riferimento alla stella dei magi – della “peculiare concezione cosmologica” del cristianesimo. Un’omelia bella e vertiginosa. Ha evocato i “padri” che vedono nella nascita di Gesù “l’apparire di una nuova stella nel firmamento”. Ha citato Gregorio di Nazianzo per il quale “la nascita di Cristo impresse nuove orbite agli astri” e ha quasi chiesto aiuto agli astronomi in vista di un aggiornamento epocale della simbologia cosmica cristiana: “Gesù è paragonato dagli antichi scrittori cristiani a un nuovo sole. Secondo le attuali conoscenze astrofisiche, noi lo dovremmo paragonare a una stella ancora più centrale, non solo per il sistema solare, ma per l’intero universo conosciuto“. Una volta – a Colonia, il 21 agosto 2005 – Benedetto aveva proposto un’audace similitudine tra il mistero eucaristico e la fissione nucleare (vedi post del 12 giugno 2006). E’ per il teologo che chiede aiuto alla scienza che di nuovo segnalo un’omelia del papa.
“I bambini non hanno potuto decorare nulla nelle scuole perché non c’erano alberi, luci, festoni, e per loro il Natale è stato triste. Ma senza gioia come possiamo concepire la pace?“: così ha parlato al telefono con la rivista “Trentagiorni” padre Manuel Musallam, l’unico sacerdote cattolico di rito latino presente nella striscia di Gaza. Alla guerra tra Hamas e Israele il padre Manuel dà questa occhiata: “Lo sappiamo che i palestinesi hanno tirato i razzi contro Israele e che Israele ha risposto attaccando in modo brutale. Ma non sarà questa la soluzione della questione della Palestina! Se vedessimo i palestinesi lanciare i razzi gli diremmo no!, gli diremmo di fermarsi. Ma non è questa la sola pagina del libro: su un foglio sta scritto l’errore dell’uno, sul successivo le colpe dell’altro, in una spirale che non ci sta portando da nessuna parte, di sicuro non alla pace. Al contrario, attrae e prepara più violenza, liti, odio, rifiuto dell’altro, guerra“.
“Venite a Fondi gemellata con Dachau“: scritto su un cassonetto della raccolta dei rifiuti in via di Santa Maria Maggiore a Roma. Lo sfogo – immagino – contro la camorra di un giovanotto di Fondi (città sulla via Appia un poco sotto Latina) in trasferta nella capitale per studio o per lo stadio. Oppure uno – sempre di Fondi – che straparla per vendicarsi della ragazza?
“Morto come un topo. Era uomo come noi. Afghano cade da sotto il camion dove era aggrappato”: è un titolo di Avvenire del 13 dicembre. Gli do la palma come miglior titolo dell’anno 2008 da me letto in un quotidiano (vedi post del 25 aprile, 11 maggio, 8 luglio).
Da oggi – 1° dell’anno 2009 – non sono più un lavoratore dipendente: sono un pensionato, o forse un libero professionista. Finalmente posso vivere senza competizione. Ovvero, per essere più realista: posso provare a spendere le mie giornate con uno spirito meno concorrenziale. Chiedo aiuto ai visitatori – se la cosa ha un senso – perché assecondino questo mio sogno. Avrò più tempo da dedicare al blog e immagino di svilupparlo nel segno delle storie di vita e dei “fatti di Vangelo” (vedi la pagina con questo titolo elencata sotto la mia foto) più che in quello del dibattito sull’attualità. Buon anno a tutti.
“Quando non bombardano, usciamo e aggiustiamo qualcosa: il muro, il tetto… Viviamo in quindici, qui dentro. Se piove, i grandi coprono i bambini per non farli bagnare“: parla così al collega Francesco Battistini del Corsera Hasan Abu Khusa, nonno delle bambine Hanin e Sabah, 5 e 13 anni, uccise il 26 dicembre da un razzo Kassan sparato dai miliziani di Hamas. I grandi che coprono i bambini per non farli bagnare sono forse tra i giusti che senza saperlo aiutano il globo a non uscire dall’orbita.
Benedetto voleva andare al più presto in Terra Santa ad aiutare la pace e a confortare la piccola comunità cattolica triturata dal terrorismo palestinese e della repressione israeliana tra loro avvitati. Aveva fatto annunciare che ci sarebbe andato in maggio vincendo la titubanza dei collaboratori. All’obiezione che laggiù non c’era ancora la pace, chi era autorizzato a parlare a suo nome risponeva: il papa va per incoraggiarla. Ma ora è guerra e i profeti disarmati rischiano più che mai la rovina che sempre li apposta. Il Cielo aiuti la loro ostinazione.
“Buttamola in caciara”: scritta in vernice nera sul muro di una casa in viale Manzoni, poco dopo l’incrocio con via Principe Eugenio per chi vada verso via Labicana. La dedico – con la simpatia del romanesco – ai visitatori vogliosi di menare le mani su ogni argomento.
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