Un caro amico ventoso, Alver Metalli, ciellino estremo, pubblica ora con la San Paolo un eBook in doppia lingua italiana/spagnola: “Quarantena – Cuarentena”, sottotitolo Diario dalla “peste” in una bidonville argentina. Racconta di come provano a fare fronte alla pandemia in una delle periferie più abbandonate di Buenos Aires, dove l’arcivescovo Bergoglio aveva mandato un prete di strada divenuto famoso: padre Pepe. L’eBook ha la prefazione del Papa. In essa Francesco cita e ribalta una canzone dissacrante di Fabrizio De André, “La città vecchia”, che sarebbe la Genova sul porto. A sua volta la chitarrata genovese dolce nel suono e aspra nelle parole rimandava alla “Città vecchia” di Umberto Saba. Saba, De André, Metalli e Bergoglio tutti si chiedono che sappia Dio delle periferie o delle città vecchie. Per condire l’inaspettato richiamo del Papa a De André riporto nell’ordine: la poesia di Saba, due pezzi del cantare di Fabrizio, una scheda sul libro dell’Alver scapigliato, la prefazione di Francesco.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
E’ in Rete il nuovo numero della rivista “Il Regno”, quello di maggio, con un editoriale del direttore Gianfranco Brunelli: Dopo il COVID-19: la Chiesa di dopo. Spesso questa rivista aiuta a guardare avanti: e tale mi sembra il dono dell’editoriale che segnalo. Richiama l’attenzione sugli “orientamenti pastorali per il prossimo quinquennio” che la Cei dovrà presto proporre, occasione per sintonizzarsi finalmente con Papa Francesco e con il suo richiamo alla centralità del Kerigma. Afferma l’urgenza che maturi “una sorta di leadership collettiva dei vescovi” in fecondo scambio con la crescita del “ruolo delle Chiese locali”. Tenendo conto della varietà del paese e delle Chiese che l’abitano. Una varietà che la pandemia ci ha proposto con violenza, marcando una specie di nuova “linea gotica” che al momento ha distribuito e continua a distribuire con forte disparità la morte e la recessione. Nei commenti riporto alcuni passaggi dell’editoriale, che invito a leggere per intero.
In un’intervista pubblicata domenica 17 dal Corsera il cardinale Giovanni Battista Re narra la sorpresa dell’arcivescovo Casaroli quando fu eletto Wojtyla: nel primo commento riporto domanda e risposta. Nel secondo riporto l’analoga sorpresa del rinunciatario Benedetto per l’elezione di Bergoglio. Nel terzo metto mie evoluzioni a corpo libero.
Oggi pomeriggio alle 17.30 sono a TV2000 per i cent’anni dalla nascita di Giovanni Paolo II. Per questa ricorrenza sono stato intervistato dalla testata spagnola “Revista cristiana 21” , intervista che compare anche – con un testo più ampio nell’originale italiano – sul portale maceratese EmmeTv. Nei commenti riporto il testo più ampio. Ci sono anche critiche.
In alcuni Paesi sono riprese le celebrazioni liturgiche con i fedeli; in altri se ne sta valutando la possibilità; in Italia, da domani si potrà celebrare la Santa Messa con il popolo; ma per favore, andiamo avanti con le norme, le prescrizioni che ci danno, per custodire così la salute di ognuno e del popolo: così ha parlato Francesco oggi nel saluto di mezzogiorno, riproponendo un richiamo al rispetto delle norme già formulato più volte. Vedilo qui e qui. Quella di oggi è l’ultima celebrazione papale del mattino trasmessa in diretta tv. Nei commenti riporto le ultime dodici intenzioni proposte prima della messa, delle quali non avevo avuto occasione di parlare qui nel blog.
Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” si rivedrà per la quarta volta da remoto, via Zoom, lunedì 18 maggio per una serata sulla formazione del Canone del Nuovo Testamento, cioè dell’elenco normativo dei 27 libri che lo compongono. La scelta di questo argomento – che comporta una pausa rispetto alla lettura continuata del Vangelo di Marco – è motivata dal fatto che nell’ultimo incontro ci siamo fermati sulla “conclusione lunga” di Marco, che è ritenuta dagli studiosi “non autentica” ma che è comunque accolta dalle Chiese come “canonica”. Ora vogliamo indagare su che cosa comporti e da dove venga questa qualifica di “libro che è nel Canone”. Nei commenti la scheda che ho inviato ai partecipanti, i riferimenti a un testo di Eusebio di Cesarea che leggeremo, l’invito a collegarsi che rivolgiamo a chi viene a conoscere “Pizza e Vangelo” da questo blog.

Nei commenti l’incontro con Albularius, fotogenico quasi quanto me.
Oggi è la Giornata interreligiosa di preghiera e di digiuno per l’umanità colpita dalla pandemia: sono contento che sia stata proposta e nel mio piccolo la dedico a Silvia Romano e famiglia. A quanti li hanno scaneggiati perchè lei – dice – si è convertita all’Islam, a chi li festeggia – io tra loro – perchè una figlia è stata tratta in salvo. Una vicenda che dice bene quanto siamo ancora, quasi tutti, nemici sulla terra. Quanto ciò sia insensato. Quanto dovremmo imparare e costruire l’unità della famiglia umana. Aiutarci con gli ospedali e la scienza. Accompagnarci nella sofferenza. Gareggiare nella ricerca di Dio. E invece. Nei commenti l’intenzione e l’omelia del Papa per questa giornata, nonchè qualche elemento di conoscenza dei proponenti e degli aderenti.
Quotidianamente assistiamo alla testimonianza di coraggio e di sacrificio degli operatori sanitari, in particolare delle infermiere e degli infermieri, che con professionalità, abnegazione, senso di responsabilità e amore per il prossimo assistono le persone affette dal virus, anche a rischio della propria salute. Ne è prova il fatto che, purtroppo, è elevato il numero degli operatori sanitari che sono morti nel fedele compimento del loro servizio. Prego per loro – il Signore li conosce ciascuno per nome – e per tutte le vittime di questa epidemia. Il Risorto dia ad ognuno la luce del paradiso e alle loro famiglie il conforto della fede. – E’ l’attacco del Messaggio del Papa inviato oggi in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere. Nei commenti alcuni passaggi e poi il brano dell’Esodo nel quale si ricordano due eroiche levatrici ebree – Sifra e Pua – citato da Francesco nel messaggio.
“Ieri ho ricevuto una lettera di un sacerdote, che mi ha detto che io parlo poco del Cielo: e ha ragione. Per questo oggi ho voluto sottolineare questo: che la pace che ci dà Gesù, è una pace per adesso e per il futuro. È cominciare a vivere il Cielo”: così Francesco nell’omelia di stamane. Nel primo commento il contesto dell’ammissione e poi una mia nota.
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