Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce in casa mia con il titolo di “Pizza e Vangelo” si rivede lunedì 25 per leggere il racconto del primo segno compiuto da Gesù nel Vangelo di Marco: un sabato, in Sinagoga, a Cafarnao, libera un uomo dalla possessione di uno spirito immondo. Avremo modo di approfondire la tonalità drammatica della predicazione di Gesù in parole e opere, tipica del Vangelo di Marco, che suscita stupore e anche timore negli uditori. Sarà un’occasione per provare a porci in sintonia con i primi destinatari della predicazione di Gesù e del racconto di Marco: conosciamo anche noi qualcosa di quella meraviglia e di quel tremore? Nei commenti la scheda di introduzione alla lectio, il testo che leggeremo, l’invito a partecipare rivolto a camminanti e naviganti.
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“Non dobbiamo aver paura di inculturare il Vangelo sempre di più”: l’ha detto oggi Francesco ai cattolici thainlandesi e scelgo queste parole a motto della visita papale a quel paese che termina domani, quando inizia quella al Giappone. Nei primi due commenti il contesto di quell’affermazione e poi, a seguire, i passaggi più vivi degli otto discorsi di Bangkok. L’antologia la completerò domani, ora metto la prima pietra. E subito la collego a quanto Francesco aveva appena detto sull’inculturazione in un libretto intervista con Gianni Valente:”Senza di Lui non possiamo fare nulla. Essere missionari oggi nel mondo”, pubblicato ora ora dalla Lev e dalla San Paolo (pp.99, euro 10).

Con questa foto di Giacomo De Donà – da me ritagliata – mi aiuto a interpretare una poesia di Ungaretti e un’altra di Leopardi: vedi nei commenti. In autunno le foglie portano lontano.
Che bella l’adolescenza quando molto rifiuti e mai ti fermi. Con un salto dici sì e con l’altro dici no.
La parola “ecocidio” è entrata nella lingua dei Papi: è un equivalente di “ecostrage”, ma con proiezione più ampia, a indicare la totale distruzione di un ecosistema. L’ha usata per la prima volta Francesco venerdì 15 novembre parlando all’Associazione internazionale di diritto penale. Nei commenti il testo papale, qualche notizia sulla parola, un rimando bibliografico a un testo appena pubblicato di Teresa Bartolomei che s’intitola “Teologia dell’ecocidio”.
E’ capitato sabato scorso, 9 novembre, nella Basilica di San Giovanni, dove Francesco celebrava la festa della Dedicazione della Basilica e consegnava il “mandato” alle équipes pastorali: il Credo doveva essere cantato con accompagnamento dell’organo e invece è stato pronunciato dall’assemblea, che è partita prima del Coro, lasciando il Maestro con la bacchetta in aria. Nel primo commento una ragionevole descrizione del mini incidente di rubrica, nel secondo una mia illazione simbolica del tutto inopportuna.
Il Papa ha messo un gesuita spagnolo – Guerrero Alves – a capo delle finanze vaticane, al posto del cardinale Pell, che è in carcere in Australia. Un uomo nuovo dunque, estraneo alle cordate curiali e che non vuole fare carriera: a suo nome il superiore generale della Compagnia di Gesù ha chiesto al Papa di non farlo vescovo, in modo che domani – alla fine del “servizio” che ora gli viene affidato – possa tornare al ruolo di semplice gesuita. Nei commenti entro nel merito di questa novità anticordata e anticarriera, piccola ma promettente.
“Gli ebrei sono fratelli nostri! E non vanno perseguitati. Capito?” così il Papa con tono familiare ma con preciso contenuto ha fatto un richiamo, durante l’udienza generale di stamane, perchè i cristiani non partecipino in alcun modo alla persecuzione degli ebrei, neanche con la passività verso gli assalti e le minacce che oggi tornano a subire. Nel primo commento il testo e il contesto delle parole di Francesco.

Eccovi la puntuta femmina del Picchio nero, Dryocopus martius, appuntata a un faggio delle Dolomiti bellunesi. Nei commenti festeggio questa foto di Giacomo De Donà con minime parolette di due grandi della nostra letteratura: Giovanni Boccaccio e Luigi Pulci.

La Basilica di San Giovanni in Laterano come appariva sabato durante la celebrazione con il Papa. Nei commenti dettagli, lodi e critiche alla conduzione dell’evento: avvio dell’ascolto del “grido della città” e consegna del mandato alle èquipes pastorali nella festa della dedicazione della Basilica.
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