Il dibattito di ieri con Rusconi al Circolo svizzero di Roma, presenti una trentina di persone, è stato vivace ma forse più rilassato di altre volte: abbiamo dibattuto e ci siamo presi in giro più che scontrati. Nei commenti, il link alla registrazione e alla cronaca che ne ha fornito il collega, nonchè qualche mio rilancio sull’omelia papale della notte di Natale, sul monito alla Curia, su rifugiati e migranti.
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Vivo nel rione Monti di Roma e ho una passioncella per le guide del rione. In una ho trovato la notizia che nel trivio dov’è ora piazza della Suburra (fermata Cavour della Metro B) “sopravvisse fino all’inizio del Novecento un’osteria sulla cui insegna dipinta si leggeva: “Abemus in cena pullum piscem pernam paonem”. Nei commenti la traduzione della scritta, la fonte, le illazioni e le fissazioni del vecchio elefante, che sono io. Occhio alla proboscide.
Vasto monitoraggio di emergenze mondiali tracciato stamane da Francesco nell’incontro d’inizio anno con il Corpo diplomatico: sono 183 i paesi accreditati. Il link al testo originale mi dispensa da un’antologia esagerata. Lascio fuori i riferimenti a singoli paesi o aree di crisi (penisola coreana, Siria, Libano, Gerusalemme, Ucraina, Africa, Venezuela) e scelgo brani riguardanti i diritti umani, nel settantesimo della proclamazione. Li scelgo perché più originali rispetto agli abituali appelli papali in materia internazionale e perché più direttamente interpellanti la pedagogia e la predicazione ecclesiale.
Mercoledì 10 al Circolo svizzero di Roma farò l’ottavo dibattito con Rusconi su Francesco. Avrà la formula dell’ultimo incontro (vedi post del 15 dicembre), che descrivo nei commenti, dove trovi la logistica dell’appuntamento e l’idea di portare fuori Roma il dibattito.

Bellissimo presepe vivente a Porta Asinara, ingresso da piazza San Giovanni in Laterano: l’ho visto ieri e lo segnalo subito perché chiude oggi. Lo si potrà vedere ancora solo questo pomeriggio dalle 16 alle 20. Invito i visitatori romani a farci un salto. E’ lì dal 22 dicembre, organizzato dalla parrocchia romana di San Giulio, che mira a raccogliere offerte per rifare il tetto della chiesa parrocchiale. Altre foto e ciarle nei commenti.
“Le marmellate le fa la mi moje ma la frutta la zappo e la cojo io e pure le ceste regalo le faccio io de tutti i prezzi”: così un cartello al banco “Succhi e confetture” del mercato “Campagna amica” di via di San Teodoro (vedi post del 19 dicembre). Nei commenti un’altra parlata dal vivo del venditore di formaggi e una mia paroletta di compratore più curioso delle parole che dei prezzi.
Preparo un testo per “Il Regno” sul ritornello papale “Non dimenticate di pregare per me” e chiedo l’aiuto dei visitatori. Non su Francesco che chiede ma sulla nostra risposta: facciamo qualcosa che non facevamo prima per accogliere quella domanda? Quella richiesta ha modificato la nostra preghiera?
Il figlio diciannovenne ha vinto una borsa e parte per gli Usa dove farà l’università. Papà e mamma quasi piangono. Il ragazzo non sa come consolarli. Dice: “Imparerò molte cose”. I due un poco si consolano.
Interpreto quella di oggi come una giornata della gratitudine, posta com’è tra la freccia dell’anno che parte e di quello che arriva. Ringrazio i visitatori che qui sono venuti ogni giorno e quelli che si sono anche solo affacciati una volta. Mando un bacio a tutti. Nei primi commenti metto le parole di gratitudine dette dal Papa oggi all’Angelus e stasera al Te Deum. Buon cammino.
Cerco l’origine dell’espressione “pensiero incompleto” amata da Papa Bergoglio: se qualcuno l’abbia usata prima, o sia sua. Se l’usasse prima del pontificato. Come intenderla per completo: vorrei intendere per completo che sia il pensiero incompleto. Una bella pretesa. E’ un passo forse spassoso di un mio articolo pubblicato dalla rivista “Il Regno” nel fascicolo 22/20217 per il quale avevo chiesto qui l’aiuto dei visitatori. Il «pensiero incompleto» del papa al posto dei «punti fermi»
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