Il blog di Luigi Accattoli Posts

La Vergine Madre non è venuta qui perché noi la vedessimo: per questo avremo tutta l’eternità, beninteso se andremo in Cielo. Ma Ella, presagendo e avvertendoci sul rischio dell’inferno a cui conduce una vita – spesso proposta e imposta – senza Dio e che profana Dio nelle sue creature, è venuta a ricordarci la Luce di Dio che dimora in noi e ci copre, perché, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, il «figlio fu rapito verso Dio» (Ap 12,5): così ha parlato stamane il Papa proclamando santi i pastorelli Giacinta e Francisco. Nei commenti altri brani dell’omelia e delle parole dette ieri dal Papa in Fatima.

Il terrorista e la vittima s’incontrano dopo quarant’anni. Il “Corriere della Sera” racconta l’incontro. Nei commenti le parole dell’uno e dell’altro.

“Venerdì e Sabato mi recherò a Fatima per affidare alla Madonna le sorti temporali ed eterne dell’umanità”: parole di Francesco all’udienza in piazza di stamane. Nel primo commento la richiesta d’accompagnarlo nella preghiera e nel secondo una mia postilla.

Provocato dall’ultimo mio post sulla “papolatria” inteso a convertirla in “papalatria” un visitatore che non si presenta mi segnala con un link una dissertazione accademica “de papolatria” tenuta e pubblicata a Lipsia nel 1726. Nel primo commento metto il suo link e nel secondo altri due da me scovati e rilancio la questione ai visitatori che ne sanno di più.

Torna nei commenti dei visitatori la parola “papolatria”, che i vocabolari di mia fiducia (Battaglia e Treccani) non registrano. Non ho nulla contro le parole nuove, neanche quando mi appaiono superflue: per i partigiani del Papa avevamo papismo, che trovo sufficiente. Ma volendo la novità, non si dovrebbe dire “papalatria”? Il termine di partenza infatti è “papa” e non “papo”. Le parole composte con “papa” o da essa derivate mantengono la “a” di mezzo e non ne vedo che la mutino in “o”: papacentrico, papale, papalina, papalmente, papalone, papamobile, paparina, papatico, papato. Perché ciò dovrebbe accadere se l’uniamo a “latria”?


Sono a Mazara del Vallo per un “incontro con l’autore”, su chiamata della Biblioteca della diocesi, ed eccomi a scambiare due battute con il satiro danzante che avevo già conosciuto un decennio addietro, invitato quaggiù a conversare sull’ascolto di Dio attraverso la storia da Mariano Crociata allora vicario di qui, poi vescovo di Noto, segretario della Cei, oggi vescovo di Latina. Anche stavolta quello con il satiro è stato un colloquio a pezzi. Lo devi beccare tra un salto e l’altro.

Giuseppe Rusconi ha dato nel suo blog una cronaca del nostro ultimo dibattito (vedi post del 27 aprile) che invito a leggere: è onesta, utile all’obiettivo del vero confronto. Ma c’è un punto che non svolge e sono le nostre due risposte alla domanda di uno dei partecipanti “se ci sarà o meno” la correzione al Papa prospettata dal cardinale Burke, qualora Francesco non risponda ai “dubia”. Lui ha detto che non sa, io ho previsto che non ci sarà. Nei commenti i particolari.

“Non potete essere più restrittivi della stessa Chiesa né più papisti del Papa”: così ha parlato Francesco il 27 aprile al Forum internazionale dell’Azione Cattolica (FIAC) che si è tenuto nell’Aula del Sinodo in Vaticano dal 27 al 30 aprile sul tema “Azione Cattolica in missione con tutti e per tutti”. Quel giorno non potei occuparmene ma il messaggio del Papa è di rilievo e dunque lo riprendo qui. Nei commenti i passi che ho scelto per me.