Sono a Milano per la presentazione – all’Auditorium San Fedele – del libro autobiografico e altro di padre Bartolomeo Sorge appena pubblicato da Mondadori con il titolo LA TRAVERSATA. LA CHIESA DAL CONCILIO VATICANO II A OGGI (212 pagine, 18,50 euro). Parliamo Marco Vergottini, Marco Garzonio e io. Ma soprattutto parla il padre Bartolomeo, ottant’anni combattivi, che frequento da quarant’anni e che stasera mi ha catturato con un lapsus. Ha rievocato – tra l’altro – un incontro con il presidente Pertini che gli narrò della sua ammirazione per Giovanni Paolo II, che aveva invitato a pranzo nella tenuta di Castel Porziano, e che l’aveva “colpito” perchè – parole di Pertini – “non ha cercato di convertirmi”. “Santità, io seguo sempre la mia coscienza” aveva detto il presidente. Giovanni Paolo: “Segua sempre la sua coscienza, perchè la coscienza è Trascendenza”. Pertini a Sorge: “Sapesse, padre, quante volte faccio meditazione su queste parole del papa!” Nel libro l’episodio è alle pagine 88s e lì è detto che Pertini – che aveva invitato il padre Sorge al Quirinale – arriva a tavola in ritardo per essere stato a “rendere omaggio alle spoglie di un maresciallo dei carabinieri ucciso dalle Brigate Rosse”. Ma al mio caro Bartolomeo live sfugge un lapsus impagabile: “perchè era stato a venerare la salma di un brigadiere ucciso dai terroristi”. Bravo Bartolomeo: sono martiri della giustizia, gli uccisi dal terrorismo e dunque è giusto venerarli.