L’anima si governa per alfabeti è un motto che vengo ruminando. Ma gli alfabeti sono plurali e le parole ancora di più. Questo sta a dire che l’anima non si governa affatto, se il governo voglia essere esterno a essa. Si governa solo dall’interno. Questo spunto mi è venuto da un motto di Guido Ceronetti, che ho letto in uno dei ricordi apparsi sulla stampa in occasione della morte (13 settembre): “Se c’è una parola che non comprendi, che ti sembra oscura, perché rimproverarlo a chi l’ha scritta o pronunciata, perché sforzarti inutilmente di capire e arrabbiarti se non penetri in quella parola? Semplicemente quel messaggio non era destinato a te, ma ad altri. Il messaggio, là dove deve arrivare, arriva”.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Com’è mia arte fornisco una scelta di parole dal Messaggio di Papa Francesco ai cattolici cinesi e alla Chiesa universale pubblicato ieri. E’ un lavoro che faccio per me, allo scopo di avere in memoria – quella dell’anima e poi quella del blog, ce ne è una mezza ombra – le parole che vado segnando nei giorni. Nei commenti i brani che ho scelto e alla fine un motto di ringraziamento.
Ieri in aereo, tornando dal Baltico, Francesco ha parlato dell’accordo con la Cina e ne ha riparlato poco fa, al termine dell’udienza in piazza, annunciato la pubblicazione, oggi stesso, di un messaggio “ai Cattolici cinesi e alla Chiesa universale”. Nei commenti riporto annuncio e parole dell’aereo. Metto a titolo una battuta sui tempi lunghi della trattativa con Pechino, ma il cuore della conversazione era la rivendicazione della sua piena responsabilità per le decisioni che prese – “sono stato io il responsabile di firmare” – e l’assicurazione che secondo l’accordo i vescovi li “nomina il Papa”.
Una rete televisiva dell’Irpinia [Canale 58] e un portale marchigiano [emmetv.it] mi hanno intervistato tra ieri e oggi sull’accordo vaticano con la Cina. Nei commenti la traccia delle risposte che avevo preparato in vista delle due chiamate telefoniche.
Da ieri Francesco è in Lituania, domani andrà in Lettonia, martedì in Estonia. Già in più occasioni ha parlato della storia difficile del popolo lituano e della sua passione sotto l’occupazione sovietica. Toccante un passaggio dell’omelia di stamane a Kaunas in memoria di quella stagione di grande prova, quando tanti lituani “hanno visto vacillare la loro fede perché non è apparso Dio per difendervi”. Nel primo commento il contesto di queste forti parole. Poi, nel commenti, via via recupererò e metterò altri brani della predicazione papale che meritano d’essere tenuti.
E’ stato appena annunciata la firma a Pechino di un “Accordo provvisorio sulla nomina dei vescovi” tra Santa Sede e Repubblica popolare cinese. Nel primo commento il testo del comunicato.
“Considerò il caso Viganò come l’ultima manifestazione della paranoia clericale che accomuna quanti non hanno accettato l’elezione di Francesco e lo combattono cavalcando le questioni del momento”: è un’affermazione che ho fatto oggi pomeriggio nel dibattito con Giuseppe Rusconi su Papa Bergoglio, che era annunciato nel post di ieri. In attesa di inserire la registrazione audio dell’incontro, nei primi commenti riporto le cinque domande del moderatore Ciro Fusco e gli appunti per le risposte che avevo con me.
Aggiornamento al 21 settembre: all’ottavo commento trovi la registrazione audio dell’incontro.
Domani giovedì 20 undicesimo mio dibattito con Rusconi su Francesco, ospiti della Biblioteca comunale Valle Aurelia di Roma, con il facinoroso titolo IL DUELLO: Luigi Accattoli e Giuseppe Rusconi a confronto su papa Francesco. Nei commenti la logistica e l’invito a esserci: venite numerosi perchè stavolta se menamo, come vuole il titolo. Siamo stufi di montare la solita cagnara e abbiamo deciso di venire alle mani. Giuseppe è più robusto ma ha una gamba sciroccata e ho buone possibilità di mandarlo al tappeto.
Francesco ha promulgato oggi una riforma del Sinodo che mira a rendere questo strumento della comunione episcopale più dinamico, meglio preparato, più rappresentativo, più efficace nella fase attuativa. Era una riforma più volte annunciata: già Francesco ne aveva parlato con l’intervista alle riviste dei Gesuiti del settembre 2013 e poi nel discorso al Sinodo del 2015, nel 50° di istituzione del Sinodo dei Vescovi. In esso aveva affermato che «il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio» e citando Giovanni Crisostomo aveva affermato che «Chiesa e Sinodo sono sinonimi». A quelle idee è ispirata la riforma: nei commenti il rimando ai testi e la mia lettura che si tratti di una riforma larga e aprente.
“Il soldo fa soldo” dice un proverbio ma è stata lunga nei secoli l’avversione ai trafficanti di denaro. Con Aristotele e con la Torah si pensava che “il denaro non può partorire denaro”. Oggi a vederla così pare sia restato solo Bergoglio che il 7 settembre ha detto fresco fresco al “Sole 24 Ore” che “è sbagliato pensare di fare soldi con i soldi”. Un mese prima parlando ai suoi aveva argomentato che “la finanza mondiale somiglia alla catena di Sant’Antonio”.
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