“Prega e il Signore ti dirà che sono stato chiamato”: così parla Rick Santorum a sostegno della sua campagna per le primarie repubblicane negli Usa. Il mondo è pieno di “mammalucchi cristiani” che per farsi eleggere “corrono in aiuto all’onnipotenza di Dio”, diceva Von Balthasar nel 1966 per la Germania di allora. Ma vale anche per l’America di oggi: la stirpe dei mammalucchi è ubiqua e longeva. – E’ l’ultimo mio “spillo” pubblicato ieri dal supplemento domenicale del “Corriere della Sera” LA LETTURA a pagina 10. Qui puoi vedere gli altri quattordici “spilli” pubblicati fino a oggi: DUE PAROLE IN CROCE.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Questa visita del Papa [Giovanni Paolo II del 1998] ha inaugurato una strada di collaborazione e di dialogo costruttivo; una strada che è lunga e che esige pazienza, ma va avanti. Oggi è evidente che l’ideologia marxista com’era concepita, non risponde più alla realtà: così non si può più rispondere e costruire un società; devono essere trovati nuovi modelli, con pazienza e in modo costruttivo. In questo processo, che esige pazienza ma anche decisione, vogliamo aiutare in spirito di dialogo, per evitare traumi e per aiutare il cammino verso una società fraterna e giusta come la desideriamo per tutto il mondo e vogliamo collaborare in questo senso. È ovvio che la Chiesa stia sempre dalla parte della libertà: libertà della coscienza, libertà della religione. In tale senso contribuiamo, contribuiscono proprio anche semplici fedeli in questo cammino in avanti. – Così Papa Benedetto ieri in aereo durante il volo verso il Messico.
C’è chi mi ha definito “un ragazzo in gamba”, chi mi considera “senza spina dorsale”. Chi mi ha invitato “a fare quattro passi” e chi mi chiede di “sedermi a prendere un caffé”. Sono le prime gaffe che, “su due piedi”, mi vengono in mente. – Così Simone Fanti dalla sua sedia a rotelle, nel blog INVISIBILI del Corsera. Invito i visitatori a visitarlo. Nelle storie di vita che vado raccogliendo mi occupo spesso del riscatto dei disabili: loro che puntano i piedi e si fanno accettare, gli altri che li trattano alla pari. Il disabile che ironizza sulla sua condizione e sul disagio che provoca intorno è una forma di quel riscatto. La più leggera e dunque la più comunicativa.
“Kimberley Motley è stata pure criticata perché non si copre la testa con il velo. In tribunale non mette mai la gonna, perché sostiene che sia meglio somigliare il più possibile ad un uomo per essere ascoltata“: è una bellissima donna americana di 36 anni che rischia la vita per fare l’avvocato delle donne in Afghanistan. Vedi la sua storia sul Corsera di ieri. Mi ricorda Giovanna d’Arco che fu condannata anche perché portava i pantaloni. Ho fiducia nelle donne ribelli che – io credo – ammansiranno gli islamisti. Kimberley come Giovanna e l’Afghanistan di oggi come l’Europa medievale. Un bacio a Kimberley e a tutte le studentesse di Asir, Arabia Saudita, che si ribellano all’autoritarismo islamista.
Un mio fiore a Tonino Guerra che se ne va a 92 anni. Ero stato a casa sua e mi sentivo suo amico: Tonino Guerra invoca “un’esplosione di bontà”. L’avevo anche inserito tra le mie storie di vita, “Se neanche Cristo dissuade i malvagi”. Era bello ascoltare la sua parola esperta di vita. Fargli domande e dirgli la tua, che ascoltava attentamente. Buon viaggio Tonino.
Luzi, Cimitero delle fanciulle (da Avvento notturno 1940): “Ma l’amore? E i balconi della sera? / le braccia abbandonate / dal sole alla profonda luce nera / negli orti ove dirada / impallidendo ignota la contrada / chi preme più, chi bacia?” – Qui forse è la luce della notte, o della morte. – Ancora in Luzi, “L’alta, la cupa fiamma ricade su di te” (da Quaderno gotico 1947), primo verso di una poesia dove sono questi altri: “il luminoso spirito notturno” e “un desiderio prossimo a sgomento, / una speranza simile a paura” . Sempre di Luzi, “tetra la vampa” in Annunciazione (ivi), dove troviamo anche “luminosi erebi” (Erebos, greco: regno dei morti); e “tenebre assolate”: “Questo mezzogiorno, queste assolate tenebre” (in Rosales, BUR 1983, p. 99; ivi, p. 113: “facendo luce nella mia / tenebrosa nullità”). – Puoi cavare ossimori da Luzi come marmo dall’Apuania.
Gli ha lasciato il rossetto sulla guancia e ora gliela pulisce con la mano come si fa con una mela prima del morso.
Sono felice perché Roberto Benigni in mattinata al Quirinale – per la conclusione del 150° dell’Unità d’Italia – ha letto Voce di vedetta morta di Clemente Rebora, poesia nella quale sono le parole “ove l’uomo / e la vita s’intendono ancora”. Nel primo commento l’intera poesia. Visitatore vedi di condividere – se puoi – questa mia felicità.
Nel post precedente nominavo con entusiasmo una lapide funeraria che avevo visto a Nocera Superiore, sul fondo della vasca del Battistero di Santa Maria Maggiore, a ricordo di Allia Blesilla – dolcissima sposa – e delle sue rare virtù, morta all’età di 26 anni, due mesi e dodici giorni. Attirato dal nome Blesilla ho angariato don Natalino Gentile, che aveva guidato me e gli altri ospiti nella visita, per averne l’immagine che dedico ai visitatori e due volte alle visitatrici.
Giornata lieta a Nocera Inferiore dove ieri ho ricevuto insieme a Franca Zambonini il Premio Euanghelion. I due doni: la visita in mattinata al Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore – vale il viaggio a Nocera: che aspettate a partire? – e la cena in una casa famiglia con vivi racconti di affido: “Tre figli nostri e cinque che abbiamo accolto”. L’affollarsi composto intorno alla vasca di quelle quindici coppie di colonne come diaconesse in tuniche colorate. Dentro la vasca la lapide a ricordo di una Blesilla, nome così dolce che mi stupisco di non averlo incontrato fino a ieri. I racconti della casa famiglia valgono di più e su di essi tornerò. Non abbiamo motivo di piangere sulla crisi della fede cristiana se dalla fede vengono – ovunque – tali meraviglie.

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