Il blog di Luigi Accattoli Posts

Sono perché Rosy Bindi si dimetta da presidente dell’Antimafia e perché la votazione su Berlusconi sia a scrutinio segreto. Se fossi senatore voterei per la decadenza ma – come ho già sostenuto il 18 settembre – sono per il voto segreto: ci vedo un elemento di rispetto per la persona votata come per i votanti. Quanto alla Bindi, che votai alle primarie del Pd:  che vantaggio abbiamo se lei diviene più forte e il governo più debole?

Nuova convocazione del seminario in vista del mio libretto su Francesco: da dove prenda l’espressione “ingerenza spirituale”, o se sia sua. L’ha usata, che io sappia, una sola volta, nell’intervista alle riviste dei Gesuiti (19 settembre), in una risposta su come condurre la “missione” verso le persone che vivono una situazione “non regolare”: “La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile”. La mia domanda è mirata alle parole. So che alcuni diranno che si tratta di un’insipienza eccetera, mentre altri giureranno sulla caratura in oro di quell’espressione: dicano pure dal momento che Dio ci ha resi liberi, ma io non mi curerò di queste retoriche. Chiedo: l’avevate già sentita da qualche parte? O l’avete incontrata in altro testo bergogliano?

Dal padre Matteo, missionario saveriano a Jakarta, già mittente della foto di Chen Chen  Muthahari che ci aveva allietato per un giorno, ricevo questo biglietto che ci informa di un’altra musulmana impegnata in contatti con i cristiani: lo ringrazio con affetto. “Continuando il percorso degli incontri mensili di dialogo interreligioso della Comunità dello Studentato Filosofico di Jakarta, sabato 19 abbiamo avuto un incontro con Nong Darol Mahmada, una delle fondatrici del JIL (Rete dell’Islam Liberale), un gruppo musulmano che si oppone al radicalismo islamico. Il tema era quello di rispondere alle provocazioni del libro The Trouble with Islam Today di Irshad Manji, un’autrice islamica americana il cui libro ha suscitato clamore per aver avuto il coraggio di criticare le posizioni dogmatiche della maggior parte dei musulmani (fede cieca, legittimazione della violenza per combattere l’eresia e l’immoralità, condizione della donna…). All’incontro hanno partecipato una quarantina di persone, tra cui alcuni seminaristi di altri istituti. Alla fine dell’incontro il marito di Nong, Guntur Romli, commentava in riferimento alla frase del papa rivolta a Scalfari “io credo in Dio, non in un Dio cattolico”: “Il nuovo Papa è molto bravo. Io credo nel Dio del Papa!”

“Quest’anno, come risultato del dialogo teologico, che compie ormai cinquant’anni, e in vista della commemorazione del quinto centenario della Riforma, è stato pubblicato il testo della Commissione per l’Unità luterano-cattolica, dal significativo titolo Dal conflitto alla comunione. L’interpretazione luterano-cattolica della Riforma nel 2017. Mi sembra davvero importante per tutti lo sforzo di confrontarsi in dialogo sulla realtà storica della Riforma, sulle sue conseguenze e sulle risposte che ad essa vennero date. Cattolici e luterani possono chiedere perdono per il male arrecato gli uni agli altri e per le colpe commesse davanti a Dio, e insieme gioire per la nostalgia di unità che il Signore ha risvegliato nei nostri cuori, e che ci fa guardare avanti con uno sguardo di speranza”: così il papa stamane incontrando una delegazione della Federazione Luterana Mondiale e la Commissione Luterano-Cattolica per l’Unità.

“Il tuo sogno è anche il mio sogno, la tua lotta è la mia lotta, tu e io siamo la stessa cosa, uniti nell’amicizia per la costruzione del Regno di Dio”: parole del testamento di padre Fausto Tentorio missionario del Pime, ucciso nelle Filippine esattamente due anni addietro. Qualcuno gli ha sparato dieci colpi di pistola, mentre stava salendo sulla propria automobile, forse per mettere a tacere il suo impegno a favore delle popolazioni indigene: le parole citate sopra sono rivolte a un “tu” che impersona il popolo dei nativi. Il padre Fausto era da 32 anni nelle Filippine. L’occasione di farne memoria è offerta da un libretto di Pimedit: Un inchino alla vita. Lettere dalla missione, che riporta una quarantina di vivissime lettere di missionari del Pime che si trovano in vari paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina. Dedico al testamento del padre Fausto un bicchiere di Vino Nuovo

Bologna, Stazione sotterranea dell’Alta Velocità scavata per certo dai Nani e ora abitata dalla Gente Alta e Veloce, qui tutta di passo, veniente d’ogni dove e altrove intesa. Si scendono tre gironi e si arriva infine al Binario Decimonono che nella Terra di Sopra non s’era mai mentovato. I piloni hanno capitelli anonimi ottimamente rifiniti, gemelli a quelli che sono nelle carte dell’Euro. Da qui si va verso le Terre Fredde o verso quelle del Sole Alto ma nessuno dice la sua meta, ognuno inteso a esservi nella fretta. Per mantenerla tutti si guardano dal parlare e guardano davanti.

Oggi come sempre c’è dell’avventura nelle vicende del Pontificato romano. Il 13 maggio 1981 ce lo ricordarono i proiettili di Alì Agca. L’11 febbraio e il 13 marzo di quest’anno siamo stati richiamati al sentimento di quell’avventura dalle serene parole di Benedetto e di Francesco. I pieni poteri conferiti ai Papi nel segno della continuità garantivano la tenuta dell’istituzione, ma passati a un Vescovo di Roma disposto a rinunciare al Pontificato e a un altro inteso ai cambiamenti procurano ansia. E’ verosimile che domani sia l’ala della tradizione a cercare di ridurli.

Signore tu vedi che cosa siamo stati capaci di fare – tutti insieme – in occasione della morte di quest’uomo che visse cent’anni, che molto male fece in vita e che male ha riavuto, in vita e in morte. Noi ti preghiamo di guardare con misericordia a lui, a coloro che egli spinse alla morte, a quanti portò alla disperazione, a quelli che egli intendeva vendicare uccidendo, a quelli che hanno immaginato di vendicare i morti da lui insultandolo morto, a quelli che nel suo nome rivendicano come un valore l’ideologia nazista. Signore ricco di misericordia perdona le tante cecità che si sono accumulate in questa vicenda. Vedi che ancora non siamo usciti dalla guerra che infuriò sette decenni addietro. Forse ci conviene guardare a Priebke come a un ultima vittima della guerra. Aiutaci a uscirne e a tornare a sentimenti umani.

“Desidero infine ringraziarla anche per il coraggio e la pazienza con cui ha vissuto le contrarietà che ha dovuto affrontare. Sono tante”: con queste parole Papa Francesco ha completato poco fa l’elenco di ringraziamenti al cardinale Bertone che esce di scena. Il resto del discorso poteva scriverlo – immagino – anche un buon officiale della Segreteria di Stato, ma questo passaggio è tutto bergogliano. Tra le contrarietà sperimentate da Bertone negli ultimi sette mesi ci sono anche quelle delle innovazioni introdotte da Francesco. Sono tante.

Ho un’altra domanda per i partecipanti al seminario del pianerottolo su Papa Bergoglio in aiuto a un libretto che sto scrivendo per la EDB: sapreste segnalarmi qualche testo in cui fosse vagheggiato l’arrivo di un Papa di nome Francesco? Io conosco Aspettando Francesco I del creativo Giovanni Colombo. Ho anche sentito che nelle settimane del pre-conclave si era sparsa la voce che se fosse stato eletto il cardinale francescano Sean Patrick O’Malley – di Boston – si sarebbe chiamato Francesco, ma non ho trovato nessuna fonte minimamente attendibile per tale aspettativa. Grazie di ogni segnalazione. Le altre puntate del seminario online sono state proficue.